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Capitale dell'antica Licia, Xanthos fu centro di cultura e
commercio non solo per i liciani, ma anche per i persiani, i macedoni, i greci ed i romani, che a turno la conquistarono successivamente. Sorge
sulle rive del fiume che un tempo portava lo stesso nome. In seguito agli scavi
archeologici condotti in questa località sono stati rinvenuti numerosi testi in
lingua licia e greca e diversi testi bilingue che hanno permesso la
decifrazione del liciano. Nel 1988 Xanthos è stata iscritta tra i Patrimoni
dell'Umanità dall'UNESCO. Le rovine più interessanti si trovano attorno alla
collina, immerse in un suggestivo paesaggio, e comprendono: il teatro,
costruito di fronte all'agorà, i sarcofaghi su pilastri, dei quali il più
famoso è quello chiamato Tomba delle Arpie con bassorilievi raffiguranti
demoni, l'Arco di Vespasiano e le fondamenta di un tempio. Molti resti di
statue, fregi e iscrizioni furono portati al British Museum da un archeologo
inglese nella metà dell'800, tuttavia il sito archeologico sprigiona ancora
tutto il suo fascino.